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Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.

Perché dovrebbe altrimenti esita

ebbe rimanere avvinta nel gelido pallore amaro?

Involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.

Cosa di nuovo ora consuma e spinge?

Certo che fa male, quando i boccioli si rompono,

male a ciò che cresce

male a ciò che racchiude.

Certo che è difficile quando le gocce cadono.

Tremano d’inquietudine pesanti, stanno sospese

si aggrappano al piccolo ramo, si gonfi ano, scivolano

il peso le trascina e provano ad aggrapparsi.

Difficile essere incerti, timorosi e divisi,

difficile sentire il profondo che trae, che chiama

e lì restare ancora e tremare soltanto

difficile voler stare

e volere cadere.

Allora, quando più niente aiuta

si rompono esultando i boccioli dell’albero,

allora, quando il timore non più trattiene,

cadono scintillando le gocce dal piccolo ramo,

dimenticano la vecchia paura del nuovo

dimenticano l’apprensione del viaggio -

conoscono in un attimo la più grande serenità

riposano in quella fiducia

che crea il mondo.

Karin Boye

Traduzione di Daniela Marcheschi